Aperto mar-dom, 9:00-12:00 e 14:30-17:00

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Attività scientifica

Ricerca, documentazione e valorizzazione del patrimonio

Una fondamentale “mission” del MAF è costituita dall’attività di ricerca, condotta sia da personale e da studiosi interni al museo, sia da ricercatori esterni (Università italiane e estere, Soprintendenze, Enti di ricerca) con i quali è stata istituita una continua collaborazione.

Lo studio e la ricerca scientifica consentono non solo un continuo aggiornamento della proposta museale, ma anche un importante ampliamento delle conoscenze sull’evoluzione del territorio oltre che delle popolazioni che si sono succedute nel tempo, sulla loro cultura materiale e sull’organizzazione delle società del passato.

Il deposito archeologico e l’evoluzione delle Culture Materiali

Un viaggio cronologico attraverso lo studio dei manufatti che hanno segnato le epoche.

Preistoria e Protostoria

Studio dell'industria litica (scheggiata e levigata) dal Paleolitico al Neolitico; analisi delle ceramiche e degli strumenti delle prime culture agricole.

Età dei Metalli

Ricerca su ceramiche, metallurgia e strumentario specialistico.

Età Classica e Bizantina

Analisi delle ceramiche da mensa e da cucina, studio delle anfore e della cultura materiale di epoca romana.

Dal Medioevo all'Età Moderna

Indagine sulle ceramiche d’importazione e di produzione locale, utensili e oggetti d’ornamento.

Numismatica

Studio dei reperti monetali dall’Antichità all’Età contemporanea per la ricostruzione dei flussi economici.

Metodologie di studio

L’integrazione di tecniche innovative e fonti storiche per la comprensione del territorio e dell’uomo.

Analisi archeometriche e classificazione dei materiali ceramici, fotogrammetria per lo studio delle tecniche murarie degli edifici storici.

Studi di Paleoantropologia, paleobiologia, paleopatologia, datazioni e analisi genomiche sui resti ossei umani per determinare stili di vita, malattie e caratteristiche demografiche del passato.

Analisi tecnologiche e funzionali dell’industria litica, determinazione dei resti faunistici.

Approccio multidisciplinare al territorio per una ricostruzione delle dinamiche insediative.

Studio delle fonti storiche e archivistiche per ricostruire l’evoluzione dell’organizzazione sociale, dell’economia, dei rapporti di potere e della mentalità del passato.

La Biblioteca della
Sezione Finalese IISL

La biblioteca della Sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (IISL) costituisce un polo documentale fondamentale per la ricerca e la diffusione del sapere specialistico nel territorio ligure occidentale.

La collezione si specializza in archeologia, storia, arte e discipline umanistiche, con particolare attenzione agli studi locali e regionali. Il patrimonio bibliografico comprende monografie, periodici specializzati, atti di convegni e pubblicazioni di carattere scientifico.

La biblioteca è accreditata al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e offre servizi di consultazione, prestito e scambio interbibliotecario. L’accesso è garantito durante gli orari di apertura del museo, previo appuntamento per consultazioni specialistiche.

La Biblioteca della
Sezione Finalese IISL

La biblioteca della Sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (IISL) costituisce un polo documentale fondamentale per la ricerca e la diffusione del sapere specialistico nel territorio ligure occidentale.

La collezione si specializza in archeologia, storia, arte e discipline umanistiche, con particolare attenzione agli studi locali e regionali. Il patrimonio bibliografico comprende monografie, periodici specializzati, atti di convegni e pubblicazioni di carattere scientifico.

La biblioteca è accreditata al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e offre servizi di consultazione, prestito e scambio interbibliotecario. L’accesso è garantito durante gli orari di apertura del museo, previo appuntamento per consultazioni specialistiche.

Laboratorio di Archeologia dell’Età romana e post-classica

Negli ultimi anni, i ricercatori operativi presso il MAF hanno condotto una serie di studi sul territorio finalese attraverso l’analisi dei reperti provenienti dallo studio di reperti rinvenuti in occasione di vecchi scavi, di più recenti indagini archeologiche e da ricerche di superficie. Questi studi sono indirizzati alla conoscenza dell’evoluzione insediativa, delle modalità di occupazione del territorio e all’evoluzione della cultura materiale nelle varie epoche.

I materiali ceramici, in vetro o in pietra ollare appartenenti alle diverse epoche sono stati studiati sia da un punto di vista funzionale e tipologico, sia attraverso metodi archeometrici in collaborazione con L’università di Genova.

È in continua evoluzione lo studio delle attività estrattive e dell’impiego della Pietra di Finale nell’edificato storico e per la produzione di opere d’arte e vari manufatti scolpiti nelle varie epoche. Lo studio di opere e manufatti in Pietra di Finali, in altri materiali litici e marmi ha portato alla creazione di un “Corpus delle Sculture del Finale” basato su schede descrittive e fotografiche dei vari reperti.

Il patrimonio numismatico conservato nel MAF, con monete provenienti dal territorio o dalla collezione di G.A. Silla o da donazioni private, è stato integralmente studiato, documentato e schedato.

Ricerca e deposito dei reperti

Se le sale espositive sono la vetrina del nostro passato, il deposito archeologico è il vero e proprio cuore pulsante del Museo, dove si conservano, studiano e catalogano migliaia di reperti che testimoniano la continuità dell’insediamento umano nel territorio finalese.

 

Copertura cronologica

Il deposito conserva materiali che coprono un arco cronologico dal Paleolitico al Medioevo, con particolare ricchezza per i periodi preistorico e protostorico.

Ruolo scientifico

Il deposito non è solo un luogo di conservazione, ma un vero laboratorio di ricerca dove studiosi e ricercatori possono accedere ai materiali per studi specialistici e pubblicazioni scientifiche.

Collaborazioni istituzionali

Il deposito conserva materiali che coprono un arco cronologico dal Paleolitico al Medioevo, con particolare ricchezza per i periodi preistorico e protostorico.

Tecnologie moderne

Il deposito non è solo un luogo di conservazione, ma un vero laboratorio di ricerca dove studiosi e ricercatori possono accedere ai materiali per studi specialistici e pubblicazioni scientifiche.

Laboratorio di Archeobotanica

Gli studi archeobotanici rivestono un’importanza fondamentale per la ricostruzione dei rapporti uomo-ambiente nel passato, permettendo di interpretare l’utilizzo delle risorse vegetali e l’evoluzione del paesaggio attraverso i millenni.


Il laboratorio si occupa dell’analisi di resti vegetali provenienti da contesti archeologici, contribuendo alla comprensione delle strategie di sussistenza, delle pratiche agricole e dell’evoluzione dell’ambiente naturale nel territorio finalese.


Attraverso metodologie scientifiche avanzate, il laboratorio fornisce dati essenziali per la ricostruzione paleoambientale e per la comprensione delle dinamiche insediative antiche

Tipologia di analisi

L’estrazione di polline, spore e altri palinomorfi da sedimenti e materiali di diversa origine (resine, incrostazioni e residui in contenitori ceramici, mastici, stalagmiti, coproliti, ecc.) è realizzata impiegando i più aggiornati trattamenti chimico-fisici, tra cui procedure di arricchimento con liquidi pesanti. L’osservazione dei preparati palinologici avviene in microscopia ottica a luce trasmessa (400-1000x). Grazie alle analisi polliniche si possono rappresentare in modo qualitativo e quantitativo i cambiamenti floristico-vegetazionali lungo un arco cronologico e interpretare le variazioni ambientali, spesso legate all’impatto antropico per attività agricole, pastorali e di deforestazione/incendio.

L’estrazione di polline, spore e altri palinomorfi da sedimenti e materiali di diversa origine (resine, incrostazioni e residui in contenitori ceramici, mastici, stalagmiti, coproliti, ecc.) è realizzata impiegando i più aggiornati trattamenti chimico-fisici, tra cui procedure di arricchimento con liquidi pesanti. L’osservazione dei preparati palinologici avviene in microscopia ottica a luce trasmessa (400-1000x). Grazie alle analisi polliniche si possono rappresentare in modo qualitativo e quantitativo i cambiamenti floristico-vegetazionali lungo un arco cronologico e interpretare le variazioni ambientali, spesso legate all’impatto antropico per attività agricole, pastorali e di deforestazione/incendio.

Lo studio di semi, frutti e annessi fiorali rinvenuti in contesti archeologici può fornire precise indicazioni sulla scelta e l’impiego di piante erbacee e legnose, capaci di informarci su usi alimentari, strategie di sussistenza, storia della domesticazione delle piante e composizione della flora locale. In genere i carporesti si conservano nei sedimenti per carbonizzazione, sommersione e mineralizzazione. L’estrazione si effettua mediante flottazione e setacciatura ad acqua su vagli di piccolo calibro (0,25-0,5 mm e 2 mm), mentre l’identificazione avviene in stereomicroscopia (7-75x) con illuminazione a fibre ottiche.

Lo studio di semi, frutti e annessi fiorali rinvenuti in contesti archeologici può fornire precise indicazioni sulla scelta e l’impiego di piante erbacee e legnose, capaci di informarci su usi alimentari, strategie di sussistenza, storia della domesticazione delle piante e composizione della flora locale. In genere i carporesti si conservano nei sedimenti per carbonizzazione, sommersione e mineralizzazione. L’estrazione si effettua mediante flottazione e setacciatura ad acqua su vagli di piccolo calibro (0,25-0,5 mm e 2 mm), mentre l’identificazione avviene in stereomicroscopia (7-75x) con illuminazione a fibre ottiche.

Lo studio di semi, frutti e annessi fiorali rinvenuti in contesti archeologici può fornire precise indicazioni sulla scelta e l’impiego di piante erbacee e legnose, capaci di informarci su usi alimentari, strategie di sussistenza, storia della domesticazione delle piante e composizione della flora locale. In genere i carporesti si conservano nei sedimenti per carbonizzazione, sommersione e mineralizzazione. L’estrazione si effettua mediante flottazione e setacciatura ad acqua su vagli di piccolo calibro (0,25-0,5 mm e 2 mm), mentre l’identificazione avviene in stereomicroscopia (7-75x) con illuminazione a fibre ottiche.

  • Il laboratorio ha costanti contatti per lo studio dei resti archeobotanici con Soprintendenze di varie regioni italiane, Università nazionali/straniere e Centri di studio. La struttura è aperta a collabora-zioni con Istituti di ricerca anche per l’inserimento di studenti universitari interessati allo svolgi-mento di tesi di laurea, tirocini formativi, attraverso la stipula di apposite convenzioni. È possibile visitare il laboratorio e svolgere attività didattiche con scuole di ogni ordine e grado.

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