Collezione
Il percorso espositivo
Il Museo Archeologico del Finale custodisce una collezione unica che racconta millenni di storia, dalle prime comunità preistoriche fino all’età romana e medievale. Un patrimonio che testimonia l’evoluzione del territorio e invita a scoprire, passo dopo passo, le tracce lasciate dall’uomo nel tempo.
In questa sezione puoi esplorare il percorso espositivo sala per sala e scoprire i reperti imperdibili del MAF.
SALA I
Territorio
Nella Sala I è possibile scoprire il Finalese, un territorio unico per le sue peculiari valenze naturalistiche, ambientali, storiche ed archeologiche. Oltre ad approfondire che cos’è l’archeologia e i suoi metodi d’indagine, il percorso espositivo offre un esempio di vetrina storica del vecchio museo, testimonianza dell’evoluzione museografica locale. La Pietra di Finale e i fenomeni carsici che interessarono gli affioramenti calcarei della zona portarono alla formazione di numerose grotte e caverne, che favorirono l’insediamento umano fin dalle epoche più remote.


Sale II - III - IV
Paleolitico
Poche aree italiane hanno fornito, come il Finalese, tante testimonianze delle diverse specie umane succedutesi tra il Paleolitico inferiore e superiore (350mila-10mila anni fa). Nelle sale II e III è possibile cogliere l’evoluzione della tecnica di scheggiatura della pietra, indispensabile per la sopravvivenza dei cacciatori-raccoglitori paleolitici.























Sala V - Sala VI
Mesolitico - Neolitico
Le sale V e VI sono dedicate al Neolitico (7800 – 5600 anni fa), periodo caratterizzato da una grande “rivoluzione” culturale, che segnò il passaggio da una sopravvivenza basata unicamente sulla caccia e la raccolta all’avvento delle prime pratiche agricole e pastorali, esordite verso il verso 12.000 anni fa nel Vicino Oriente.

























Sala VII
Età dei metalli
La sala VII raccoglie diverse testimonianze delle età dei Metalli, comprendenti l’età del Rame (5600 – 4200 anni fa), del Bronzo (4200 – 2900 anni fa) e del Ferro (2900 anni fa – 180 a.c), epoche in cui l’uomo acquisì e perfezionò le tecniche di fusione di diversi minerali. Questo fu un periodo caratterizzato da profondi cambiamenti sociali.





Sala VIII
Età Romana
Una grande scena di battaglia introduce alla sala VIII evocando la conquista romana del Ponente ligure avvenuta per l’intervento militare delle legioni guidate dal console Lucio Emilio Paolo, che dopo aver occupato il territorio del Liguri Sabazi, sconfisse gli Ingauni nel 181 a.C. in uno scontro che ebbe luogo probabilmente nelle valli del Finalese.















Sala IX
Medioevo
La storia del Finale medievale, illustrata nella sala IX, è strettamente legata a quella dei marchesi Del Carretto, che ne detennero il possesso dal XII secolo fino al 1602. Questa dinastia signorile traeva origine dal marchese Aleramo, che nel corso del X secolo aveva consolidato il suo potere tra il Piemonte meridionale e il Savonese.







Sala X
Collezioni Numismatiche
La sala X è dedicata alla monetazione che ha caratterizzato l’evoluzione dell’uomo dall’Antichità ad oggi, segnando il passaggio da scambi di beni basati sul baratto all’economia di mercato, attraverso l’esposizione della raccolta numismatica Giovanni Andrea Silla, costituita da oltre 1600 monete, e di numerosi reperti rinvenuti sul territorio.


Storia
Il Complesso Conventuale di Santa Caterina
Il complesso conventuale di Santa Caterina in Finalborgo, fondato nel 1359 dai Marchesi Del Carretto, sorse in un’area contigua alle mura occidentali del Burgus Finarii. Dopo la sua trasformazione in carcere tra 1865 e 1965, con il successivo restauro è diventato un polo culturale, sede del Museo Archeologico del Finale, della Biblioteca Civica e pinacoteca.
All’interno del complesso di Santa Caterina è possibile, periodicamente, la visita agli affreschi trecenteschi della Capella Oliveri. Le date delle visite sono consultabili a calendario



esterno
Il Campanile di Santa Caterina
Ogni domenica mattina si svolge la visita al campanile di Santa Caterina accompagnati da volontari dell’Università delle Tre Età del Finale. Questa visita consente di effettuare una salita tra anguste e buie celle di rigore, immersi nella dura atmosfera di un carcere ottocentesco, fino a raggiungere la sommità della torre da dove è possibile ammirare Finalborgo e il paesaggio del Finale dall’alto.
Reperti imperdibili
Tra migliaia di reperti conservati al MAF, alcuni raccontano in modo speciale la storia del territorio e delle persone che lo hanno abitato. In questa sezione trovi una selezione dei 13 pezzi simbolo del Museo: oggetti unici che attraversano millenni di vita, arte e ingegno umano.
DENTE DI SQUALO
Il primo reperto che trovi nel percorso è un fossile: si tratta di un dente di squalo, toccalo per sentire la sua superficie liscia, la sua forma triangolare dai bordi dentellati. Alle tue spalle trovi un frammento di un particolare tipo di roccia sedimentaria, che prende il nome di Pietra di Finale: una delle sue caratteristiche principali è proprio la presenza di fossili, come gusci di molluschi, denti di squali e resti ossei di sirenidi.
BIFACCIALE
La Sala II presenta le più antiche tracce di frequentazione umana nel Paleolitico. I nostri antenati erano cacciatori nomadi la cui sopravvivenza dipendeva dalla loro abilità nel creare strumenti.
Il reperto fondamentale che qui trovi esposto è il bifacciale: una pietra a forma di mandorla, lavorata su entrambi i lati per ottenere margini taglienti.
RASCHIATOIO
Nella Sala III entri nel Paleolitico medio, il tempo dell’Uomo di Neandertal. Questa specie, robusta e adattata ai climi freddi, frequentò il Finalese sviluppando un’importante abilità nella lavorazione della pietra.
Di fronte a te trovi la riproduzione di un raschiatoio, uno degli strumenti più usati, sopratutto per la lavorazione della pelle animale.
BASTONE FORATO
La Sala III è dedicata all’Homo sapiens e al sito della Caverna delle Arene Candide, un archivio fondamentale dell’archeologia del Mediterraneo.
Il cuore dell’esposizione è la riproduzione della tomba del “Giovane Principe” di 28.000 anni fa, un cacciatore sepolto con un corredo funerario eccezionalmente ricco. La sua morte fu probabilmente causata dall’aggressione di un orso.
INCISIONE PARIETALE
Nella Caverna delle Arene Candide, all’interno di uno stretto cunicolo, sono state scoperte due incisioni paleolitiche, che puoi osservare sulla parete di fronte a te (non sono fruibili in situ). Questi segni, incisi circa 12.000 anni fa, richiamano le decorazioni su placchette e ciottoli (i cosiddetti “ciottoli aziliani”) tipiche della fine del Paleolitico recente.
CERAMICA IMPRESSA
La Sala V è dedicata al Neolitico (7800 – 5600 anni fa) il peridoo della rivoluzione culturale che vide l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento.
Il Finalese presenta le prime evidenze neolitiche in Liguria, caratterizzate dall’invenzione della ceramica, il primo processo chimico controllato con il fuoco.
Nella sala trovi un frammento di ceramica impressa (Neolitico antico), decorato mediante una conchiglia marina.
VASO A BOCCA QUADRATA
La Sala VI presenta un contenitore a Bocca Quadrata (Neolitico medio), reperto distintivo della “Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata”, diffusa in buona parte dell’Italia settentrionale.
Questa tipologia di recipiente segna il culmine della “neolitizzazione”.
TOKEN
Il Riparo di Pian del Ciliegio è un sito chiave del Finalese, usato stagionalmente come laboratorio artigianale per la produzione ceramica con forme a catasta.
Da qui proviene il reperto più enigmatico del Neolitico italiano: un cilindro di terracotta inciso. Simile ai tokens del Vicino Oriente, questo oggetto è interpretato come un antico strumento per contare—forse il primo passo verso la scrittura—e potrebbe essere stato usato per registrare la produzione dei vasi del sito.
STATUINA DELLA DEA MADRE
La statuina femminile in terracotta che trovi di fronte a te è un reperto centrale nella sfera cultuale neolitica.
Con l’affermazione dell’agricoltura, si stabilì un legame tra la fertilità della “terra madre” e quella legata alla donna. Questi idoli femminili, spesso con i caratteri sessuali enfatizzati, sono stati rinvenuti in un ampio areale del Mediterraneo, ma in Liguria le uniche testimonianze provengono dal Finalese (Caverna delle Arene Candide e Grotta Pollera).
ASCIA IN RAME
La Sala VII introduce alla fase cruciale della storia umana: l’Età dei Metalli (Rame, Bronzo, Ferro). In queste epoche, i nostri antenati scoprirono la fusione dei minerali per creare strumenti più efficaci della pietra.
Il percorso illustra le complesse tecniche metallurgiche (dall’estrazione all’uso del mantice e del crogiolo), che favorirono scambi e contatti tra popolazioni.
Di fronte a te trovi la riproduzione della lama di un’ascia in rame—il primo metallo utilizzato—simile a quella che usava Ötzi, l’Uomo del Similaun.
LUCERNA ROMANA
La Sala VIII introduce un’altra fase fondamentale per il Finalese: l’occupazione romana, iniziata dopo la strenua resistenza degli antichi Liguri, conclusa nel 181 a.C. Da questo momento, il territorio subì una progressiva assimilazione dei costumi romani.
Il reperto più diffuso associato alla quotidianità è la lucerna in ceramica, una lampada usata per illuminare gli ambienti domestici e come oggetto simbolico nelle sepolture.
FIBULA CRUCIFORME
La Sala VIII prosegue con la fase di crisi dell’Impero romano nel V secolo d.C. e il successivo passaggio del Finalese sotto il controllo dell’Impero Bizantino (VI-VII secolo d.C.).
Di fronte a te trovi la riproduzione di una fibula cruciforme in bronzo, vale a dire una spilla proveniente dal sito bizantino di Sant’Antonino di Perti. Il ritrovamento di questo e altri oggetti femminili suggerisce che la fortezza fosse, non solo un presidio militare, ma anche un insediamento abitativo famigliare.
CROCE ASTILE MEDIEVALE
La Sala IX è dedicata al periodo in cui la storia del Finale fu plasmata dai Marchesi Del Carretto (XII sec. – 1602). In quest’epoca, il Finalese si inserì nella rinascita del commercio medievale mediterraneo, come testimoniano i ritrovamenti di ceramiche e beni di lusso importati.
L’oggetto centrale è la riproduzione di una croce processionale in lega di bronzo, collegata alla sfera religiosa locale.