Aperto mar-dom, 10:00-13:00 e 16:00-19:00

Reperti imperdibili

Guida semplificata ai reperti più significativi del museo

PIETRA DI FINALE

Nascita del territorio

Il primo reperto è un fossile di dente di squalo, con i bordi dentellati e la superficie liscia. Alle tue spalle c’è un frammento di Pietra di Finale, una roccia sedimentaria caratterizzata proprio dall’abbondanza di fossili, tra cui gusci di molluschi, denti di squalo e resti ossei di sirenidi.

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BIFACCIALE

Paleolitico inferiore

La Sala II espone le tracce del Paleolitico, quando cacciatori nomadi realizzavano strumenti per sopravvivere. Il reperto chiave è il bifacciale: una pietra a mandorla scheggiata su entrambi i lati per creare bordi taglienti.

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RASCHIATOIO

Paleolitico medio

Qui puoi osservare la riproduzione di un raschiatoio, strumento essenziale utilizzato principalmente per la lavorazione delle pelli animali.

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BASTONE FORATO

Paleolitico superiore

La Sala III è dedicata all’Homo sapiens e alla Caverna delle Arene Candide. Il reperto principale è la tomba del “Giovane Principe” (28.000 anni fa): un cacciatore sepolto con un ricco corredo e probabilmente ucciso da un orso. Il bastone forato è uno degli elementi più particolari del suo corredo.

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INCISIONE PARIETALE

Paleolitico superiore

Nella Caverna delle Arene Candide sono state scoperte due incisioni paleolitiche di 12.000 anni fa, qui riprodotte. I segni richiamano i “ciottoli aziliani”, decorazioni tipiche della fine del Paleolitico recente.

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CERAMICA IMPRESSA

Neolitico antico

La Sala VI presenta un contenitore a Bocca Quadrata (Neolitico medio), reperto distintivo della “Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata”, diffusa in buona parte dell’Italia settentrionale. Questa tipologia di recipiente segna il culmine della “neolitizzazione”.

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VASO A BOCCA QUADRATA

Neolitico medio

Il Riparo di Pian del Ciliegio era un laboratorio stagionale per la produzione di ceramica. Il reperto più enigmatico qui rinvenuto è un cilindro di terracotta inciso: simile ai tokens mediorientali, è interpretato come uno strumento di conteggio — un primo passo verso la scrittura — forse usato per registrare la produzione dei vasi.

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TOKEN

Neolitico medio

Il Riparo di Pian del Ciliegio era un laboratorio stagionale per la produzione di ceramica. Il reperto più enigmatico qui rinvenuto è un cilindro di terracotta inciso: simile ai tokens mediorientali, è interpretato come uno strumento di conteggio — un primo passo verso la scrittura — forse usato per registrare la produzione dei vasi.

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STATUINA DELLA DEA MADRE

Neolitico medio

Questa statuina femminile in terracotta è un simbolo dei culti neolitici legati alla fertilità della “terra madre” e della donna. Sebbene diffuse in tutto il Mediterraneo, in Liguria queste figure provengono esclusivamente dal Finalese (Arene Candide e Grotta Pollera).

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ASCIA IN RAME

Età dei metalli

La Sala VII introduce l’Età dei Metalli, epoca in cui la scoperta della fusione sostituì progressivamente la pietra. Il percorso illustra le tecniche metallurgiche (estrazione, uso del mantice e del crogiolo) che favorirono scambi tra popoli. Puoi osservare la riproduzione di una lama d’ascia in rame, simile a quella in possesso di Ötzi.

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LUCERNA ROMANA

Età Romana

La Sala VIII racconta l’occupazione romana, iniziata nel 181 a.C. dopo la resistenza dei Liguri. Il reperto simbolo della quotidianità è la lucerna, una lampada in ceramica usata per illuminare le case o come corredo nelle sepolture.

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FIBULA CRUCIFORME

Età Bizantina

La Sala VIII prosegue con la crisi dell’Impero romano e il dominio bizantino (VI-VII sec. d.C.). Qui vedi la riproduzione di una fibula cruciforme in bronzo: il ritrovamento di questa spilla e di altri oggetti femminili a Sant’Antonino di Perti dimostra che la fortezza non era solo militare, ma ospitava anche intere famiglie.

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CROCE ASTILE MEDIEVALE

Medioevo

La Sala IX è dedicata ai Marchesi Del Carretto (XII sec. – 1602), periodo di fioritura commerciale nel Mediterraneo testimoniato da ceramiche e beni di lusso. L’oggetto centrale è la riproduzione di una croce processionale in lega di bronzo, simbolo della religiosità locale dell’epoca.

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