Aperto mar-dom, 10:00-13:00 e 16:00-19:00
Nascita del territorio
Il primo reperto è un fossile di dente di squalo, con i bordi dentellati e la superficie liscia. Alle tue spalle c’è un frammento di Pietra di Finale, una roccia sedimentaria caratterizzata proprio dall’abbondanza di fossili, tra cui gusci di molluschi, denti di squalo e resti ossei di sirenidi.
Paleolitico inferiore
La Sala II espone le tracce del Paleolitico, quando cacciatori nomadi realizzavano strumenti per sopravvivere. Il reperto chiave è il bifacciale: una pietra a mandorla scheggiata su entrambi i lati per creare bordi taglienti.
Paleolitico medio
Qui puoi osservare la riproduzione di un raschiatoio, strumento essenziale utilizzato principalmente per la lavorazione delle pelli animali.
Paleolitico superiore
La Sala III è dedicata all’Homo sapiens e alla Caverna delle Arene Candide. Il reperto principale è la tomba del “Giovane Principe” (28.000 anni fa): un cacciatore sepolto con un ricco corredo e probabilmente ucciso da un orso. Il bastone forato è uno degli elementi più particolari del suo corredo.
Paleolitico superiore
Nella Caverna delle Arene Candide sono state scoperte due incisioni paleolitiche di 12.000 anni fa, qui riprodotte. I segni richiamano i “ciottoli aziliani”, decorazioni tipiche della fine del Paleolitico recente.
Neolitico antico
Neolitico medio
Neolitico medio
Il Riparo di Pian del Ciliegio era un laboratorio stagionale per la produzione di ceramica. Il reperto più enigmatico qui rinvenuto è un cilindro di terracotta inciso: simile ai tokens mediorientali, è interpretato come uno strumento di conteggio — un primo passo verso la scrittura — forse usato per registrare la produzione dei vasi.
Neolitico medio
Questa statuina femminile in terracotta è un simbolo dei culti neolitici legati alla fertilità della “terra madre” e della donna. Sebbene diffuse in tutto il Mediterraneo, in Liguria queste figure provengono esclusivamente dal Finalese (Arene Candide e Grotta Pollera).
Età dei metalli
La Sala VII introduce l’Età dei Metalli, epoca in cui la scoperta della fusione sostituì progressivamente la pietra. Il percorso illustra le tecniche metallurgiche (estrazione, uso del mantice e del crogiolo) che favorirono scambi tra popoli. Puoi osservare la riproduzione di una lama d’ascia in rame, simile a quella in possesso di Ötzi.
Età Romana
La Sala VIII racconta l’occupazione romana, iniziata nel 181 a.C. dopo la resistenza dei Liguri. Il reperto simbolo della quotidianità è la lucerna, una lampada in ceramica usata per illuminare le case o come corredo nelle sepolture.
Età Bizantina
La Sala VIII prosegue con la crisi dell’Impero romano e il dominio bizantino (VI-VII sec. d.C.). Qui vedi la riproduzione di una fibula cruciforme in bronzo: il ritrovamento di questa spilla e di altri oggetti femminili a Sant’Antonino di Perti dimostra che la fortezza non era solo militare, ma ospitava anche intere famiglie.
Medioevo
La Sala IX è dedicata ai Marchesi Del Carretto (XII sec. – 1602), periodo di fioritura commerciale nel Mediterraneo testimoniato da ceramiche e beni di lusso. L’oggetto centrale è la riproduzione di una croce processionale in lega di bronzo, simbolo della religiosità locale dell’epoca.